Anche nell'estate 2026 diverse Regioni italiane hanno adottato ordinanze che vietano o limitano il lavoro all'aperto nelle ore centrali della giornata — tipicamente dalle 12.30 alle 16.00 — nelle giornate classificate ad alto rischio dalla mappa del rischio calore di Worklimate/INAIL.

Le ordinanze hanno riguardato in particolare i cantieri edili, l'agricoltura, il florovivaismo, le cave e la logistica esterna. Ma concentrarsi solo sul divieto orario è un errore: quello è l'ultimo anello di una catena che parte molto prima.

L'obbligo non nasce dall'ordinanza, nasce dal DVR

Il rischio calore rientra a pieno titolo tra i rischi da valutare ai sensi degli artt. 17, 28 e 181 del D.Lgs. 81/08. L'ordinanza regionale è una misura emergenziale e stagionale; l'obbligo di valutare lo stress termico e di adottare misure di prevenzione è invece permanente e grava sul datore di lavoro tutto l'anno.

Un DVR che non contiene una sezione specifica sul microclima e sul rischio calore è, oggi, un DVR incompleto — con tutte le conseguenze in termini di responsabilità in caso di infortunio o malore.

⚠️ Perché è diventato un tema di responsabilità

In caso di malore o infortunio correlato al caldo, la mancata valutazione del rischio espone il datore di lavoro a responsabilità penale e, nelle aziende con MOG, anche alla responsabilità amministrativa dell'ente ex art. 25-septies D.Lgs. 231/01. Non è più un tema “di buon senso”: è un tema documentale.

Cosa deve contenere una valutazione del rischio calore

  • Individuazione delle mansioni esposte (lavoro all'aperto, near-outdoor, ambienti caldi indoor come cucine, lavanderie, fonderie, serre)
  • Utilizzo di indici oggettivi (WBGT, UTCI) e delle mappe previsionali giornaliere del rischio
  • Rimodulazione degli orari e delle turnazioni nelle giornate critiche
  • Pause d'ombra programmate, punti acqua, aree di recupero ombreggiate
  • DPI e indumenti adeguati, protezione dalla radiazione solare
  • Sorveglianza sanitaria mirata e attenzione ai lavoratori fragili (patologie croniche, terapie farmacologiche, over 55)
  • Formazione e informazione dei lavoratori sui sintomi del colpo di calore e sulle procedure di emergenza
  • Procedura di sospensione attività e ripresa in sicurezza

Cassa integrazione per eventi meteo

La sospensione dell'attività per temperature elevate è coperta dalla CIGO per eventi meteorologici: le imprese possono richiedere l'integrazione salariale quando la temperatura — anche percepita — rende impossibile o pericolosa la prestazione. Gestire correttamente la documentazione (rilevazioni, bollettini, comunicazioni interne) è ciò che rende la richiesta difendibile.

✅ Cosa fare adesso

Non aspettare la prossima estate. La finestra migliore per aggiornare il DVR, definire la procedura “ondata di calore” e formare preposti e lavoratori è la bassa stagione: ad emergenza in corso si fanno solo scelte affrettate. ESL redige la sezione rischio calore del DVR, la procedura operativa e il modulo formativo dedicato.